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Giovanni Pizzocchia

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.Questo blog, era nato come diario personale reso pubblico. E' complementare, in via sperimentale, per attività professionali non lucrative e di ricerca accademica dell'autore, nel settore della comunicazione, del mondo giovanile (Informagiovani) e del volontariato di protezione civile. I commenti fuori tema, anonimi o non identificabili dal responsabile del blog non sono presi in considerazione. Grazie a tutti per la collaborazione. Il mio nome è Giovanni e opero un ente locale, in provincia dell'Aquila . In occasione delle provinciali 2010, affinchè non venissero atrofizzati i diritti di voto, ho aderito ad una proposta di cadidatura di un comitato politico civico. E' stata la prima e forse l'ultima volta che ho fatto politica attiva.
Si può credere nel capitalismo o nel comunismo, ma se nel cuore e nella mente c'è solo egoismo e gli altri sono solo "cose" da utilizzare o da sfruttare, non potrà mai esserci alcuna forma di governo che potrà garantire pace, giustizia e libertà.dal sito " http://www.pierdilucapiero.it/index.asp
Quando si dice che gli artisti sono più veloci a cogliere "il vero"...
"Lascia stare il potere, il denaro che non è il tuo Dio"
(Lucio Dalla - Apriti cuore)
"Una politica che è solo far carriera: Dio è morto...."
"Con gli odi di partito Dio è morto"
"In ciò che noi crediamo Dio risorge"(Nomadi-Guccini)

I miei bisnonni Giovanni e Rosangela e mia nonna Rachele. Primissimi del '900.
« Abbi il coraggio di servirti del tuo proprio intelletto »
(Immanuel Kant) |
"I montanari un pò filosofi lo sono di natura, perchè hanno la metà
dei cristiani sotto ai coglioni" (Nevio Pelino in "Se tutti gli asene...")
"Essere forti è un dovere. non per sopraffare i più deboli,
ma per invitare a 'ragionare' gli oppressori"
"La vita è meravigliosa. Male che va, moriremo!"
(Giovanni Pizzocchia)
Il cimitero è pieno di gente indispensabile!
"Bisogna cercare di conciliare
il massimo della libertà individuale col massimo della solidarietà civile. Queste sono le spinte, i problemi del nostro tempo. Perché una libertà sfrenata può portare all’anarchia e un eccessivo controllo può portare al soffocamento della libertà."
..”Oggi il rischio più grande riguarda la guerra. Questo è il vero problema. Io non credo alla possibilità di eliminare la conflittualità secondo me è ineliminabile. Ma i rischi oggi sono maggiori rispetto al passato perché la stessa potenza creativa e distruttiva dell’uomo è enormemente aumentata, come tutti sappiamo….Oggi rischiamo la distruzione del mondo, dell’umanità…..
(Rosario Villari, storico)
"Tempi di guerra, tempi di carriera"(Ignazio Silone)
Albert Einstein
Frase pronunciata all'indomani della Grande Guerra
La guerra non può essere modificata, deve essere abolita
"La revolution sera morale ou elle ne sera pas"
(Charles Pèguy)
"Credetemi, la causa reale e vera che fa perdere agli uomini il potere
è che sono diventatii ndegni di esercitarlo". (Alexis de Toqueville)
"Un incontro a due: sguardo nello sguardo, faccia a faccia.
E quando sarai vicino io coglierò i tuoi occhi
per metterli al posto dei miei,
e tu coglierai i miei occhi per metterli al posto dei tuoi,
poi ti guarderò con i tuoi occhi e tu mi guarderai con i miei."
(J.L. Moreno)
Scrivimi: pizzocchia@tiscali.it
 
L'uomo è l'unico animale la cui esistenza è un problema da risolvere (Erich Fromm)
"la civiltà di un popolo si misura anche dal modo in cui tratta i suoi animali (Gandhi)
"Vince chi ha più fame"Marcello Lippi
non educate i vostri figli alla competizione. Non abbiamo bisogno di superuomini
ma di capire il mondo". B.Spock
“Mi ritrovo qui, per aver fatto ciò che voi preti ci avete insegnato:
‘dar da mangiare agli affamati”.

Michele Del Greco, pastore, 22 dicembre del 1943 carcere Badia Sulmona,
prima della fucilazioneda parte dei nazisti
Non è il posto nella società che mi rende ricco, ma le mie opinioni;
queste le posso portare con me .... Solo queste possiedo, e non mi possono essere tolte.
Epitteto (Discorsi)
"Imagination is more important than knowledge"(A. Einstein)
L'Immaginazione è più importante della conoscenza"
"Se lascio la briglia sul collo alla stampa, non resto al potere pù di tre giorni"
(Napoleone Bonaparte)
Meglio per un paeseuna stampa senza governo che un governo senza una stampa libera.
(Thomas Jefferson)
"Riteniamo che alcune verità siano di per sé evidenti: che tutti gli uomini sono stati
creati uguali; che dal loro Creatore sono stati dotati di alcuni diritti inalienabili;
che fra questi ci siano la vita, la libertà, il perseguimento della felicità".
(Thomas Jefferson 1743-1826)
"La libertà e l'uguaglianzadegli uomini non sono undato di fatto ma un ideale
da perseguire,...un dovere."(L'età dei diritti. Norberto Bobbio)

"E' solo per merito dei disperati che ci è data una speranza"(Walter Benjamin)
Questo è il mio comandamento:che via amiate gli uni gli altri..(Giovanni 15,12)
per scrivermi: pizzocchia@tiscali.it
che tempo fa cicca qui:
http://meteo.ansa.it/satellite2.asp?ID=14

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25 dicembre 2011
Lettera a chi non festeggia il Natale, perchè non credente!
Cari amici, so che per voi è un giorno speciale. Un giorno in cui il vostro pensiero va controcorrente, a causa del vostro cercare di essere coerenti e fedeli alla vostra razionalità e onestà intellettuale. Purtroppo sappiamo che la stessa scienza non è onnipotente. Un secchio non potrà mai contenere un oceano, se non accontentandosi di una piccolissima parte di esso. Siamo parte di un qualcosa più grande di noi e per vivere in pienezza questa dimensione, nel breve arco di tempo che ci è concesso per non sentirci completamente persi, non possiamo non ricollocarci in qualcosa che trascenda e che vada oltre la nostra razionalità. Le modalità di questa operazione possono essere tante, perfino con ritualità e simbologie diverse, ma alla fine bisognerà pur farlo, consci o inconsapevolmente, ognuno secondo ciò che sente, perchè la verità non sta da nessuna parte. Essa è data dall'insieme di tutti i punti di vista, come note di strumenti diversi, "sotto innumerevoli dita", in una sinfonia! Ciò che è auspicabile è che questa sinfonia possa portare al benessere, alla pace, al rispetto l'un dell'altro, e non agli odi, al malessere, alle guerre! Il significato più alto del Natale, per chi vive secondo la cultura giudaico-cristiana, vorrebbe significare tutto ciò. A prescindere poi da quello che ci appare non gradevole, disgustoso, non dignitoso e quant'altro produca malessere! Resta valido in ogni caso un messaggio universale: "pace agli uomini di buona volontà", a prescindere se credenti o meno. Un caro saluto. Abruzzowolf
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20 novembre 2011
I “Premi Dante Alighieri 2011” con Ugo Pagliai e il Trio jazz Paolo Di Sabatino
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Società Dante Alighieri Comitato di Pescara
Presidente Avv. Cesare Giancola
Via Tiziano, 5 - 65124 Pescara
E mail: cesare.giancola@gmail.com Tel. 3333051097 |
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I “Premi Dante Alighieri 2011” con Ugo Pagliai e il Trio jazz Paolo Di Sabatino.
 Il fisarmonicista Davide Cavuti e l'attore Ugo Pagliai
La manifestazione “Premi Dante Alighieri Comitato di Pescara” si svolgerà Il 3 dicembre, sabato, alle ore 18, come consueto, presso l’Auditorium Ennio Flaiano a Pescara, in via Cristoforo Colombo.
Questa edizione, in occasione del 150° anno dell’Unità d’Italia, sarà singolare ed avrà per Tema " L'Italia è stata fatta non solo da grandi uomini". L’attore Ugo Pagliai celebrerà la commemorazione con la lettura della lettera di un garibaldino abruzzese, inviata alla propria amata nell'anno 1859.
Seguirà la proiezione di un suggestivo filmato con le imprese di Garibaldi .e con un passaggio delle frecce tricolori della pattuglia acrobatica dell'Aeronautica militare, a simboleggiare l'ancor viva unità.
Saranno premiati:
· L'imprenditore Giancarlo Martinelli;
· l'amministratore delegato della Fater S.p.A..Sergio Cipolloni;
· il musicista Maurizio Rolli, bassista di fama mondiale e insegnante di contrabbasso al Conservatorio di Pescara;
· il fotoreporter internazionale del New York Times Stefano Schirato;
· l'angelo della fisarmonica Davide Cavuti, direttore artistico dell'associazione Alessandro Cicognini Festival;
· Pier Enrico Gallenga, direttore della Clinica Oculistica dell'Università di Chieti - Pescara;
· Ugo Pagliai attore di teatro, cinema e televisione.
I Premi Dante alla Memoria saranno conferiti:
· ad Ermanno Circeo, umanista abruzzese, docente di letteratura italiana e critico letterario;
· ad Alessandro Cicognini, (Pescara 1906 – Roma 1995) compositore di colonne sonore di film con registi quali De Sica, Comencini. Monicelli, si ricordano: "Sciuscià". "Ladri di biciclette", L'oro di Napoli, Miracolo a Milano, Umberto D., Pane, amore e fantasia, Il giudizio universale, Guardie e ladri, la saga dei film di Don Camillo, e alcuni di quelli interpretati dal Totò (Siamo uomini o caporali?).
A corollario delle premiazioni, Ugo Pagliai leggerà alcuni versi di Dante e di D'Annunzio, mentre il “Trio jazz Paolo Di Sabatino” si esibirà in un concerto dedicato ad Alessandro Cicognini, con la proiezione di filmati musicati dallo stesso musicista. Nel finale non mancherà l’ormai tradizionale “nota” natalizia.
20/11/2011
Il Presidente
Avv. Cesare Giancola
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A cura Ufficio Stampa
Società Dante Alighieri Comitato di Pescara
giovanni pizzocchia
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14 novembre 2011
"Il volto scoperto"un libro autobiografico coraggioso di un ex sacerdote abruzzese: Mario Setta, docente in congedo.
Mario Setta, docente in congedo (fondatore del "Freedom trail" del liceo scientifico sulmonese) è uno dei tre sacerdoti (una trinità?) della Valle Peligna, almeno in passato, scomodi alle gerarchie reazionarie cattoliche che non riuscivano ad aprirsi ai mutamenti evolutivi della società occidentali. Gli altri due sono Pasquale Iannamorelli e Raffaele Garofalo. Erano considerati "preti operai", seguaci della scuola di don Milani, innovativi e, seppur stimatori del rinnovamento che Giovanni XXIII aveva cercato di avviare negli anni '60, furono avversati dal conservatorismo della chiesa cattolica, al punto che persero ognuno la propria parrocchia.
Il libro verrà presentato a Sulmona (AQ) il 19 novembre alle ore 17.00 presso l'ex Centro Servizi Culturali in Piazza Venezuela. E' prevista la presenza della nipote dell'autore, Monica Setta, nota giornalista.
Dal libro autobiografico di Mario Setta, "Il volto scoperto" Edizioni Qualevita, primo capitolo "L'ultima messa" riporto la lettera con cui don Mario Setta salutò i suoi parrocchiani, allorché i suoi superiori gli avevano sottratto la parrocchia. Era la domenica delle Palme del 1974 e vennero perfino i carabinieri per verificare l'insediamento del nuovo parroco.
"Tra voi ho vissuto situazioni drammatiche che hanno lasciato segni incancellabili nella mia vita, hanno scavato profondamente il mio cuore. Ma ho imparato ad avere fiducia negli uomini, in ogni uomo. Non esistono nemici, perché i nemici ce li creiamo noi. Gli altri sono sempre possibili amici o fratelli. Ho imparato che la fede deve essere vissuta e incarnata in se stessi, non ridotta a bagaglio di parole, che si può lasciare dovunque, senza mai rimetterci del proprio. E credere significa essere liberi: liberi dalle certezze, liberi dal denaro, liberi dalle sicurezze, liberi da ogni dogmatismo ideologico. La più grande lacerazione che ho vissuto in questi anni è stata la ricerca di una risposta al dilemma che mi dilaniava: o la gente o l'istituzione. Ho scelto la gente. Scelgo voi: gli uomini che lavorano, che si sacrificano, che vivono la precarietà della giornata. Con mio profondo rammarico ho constatato quanto l'organizzazione ecclesiastica sia lontana dal popolo, spesso strumento di oppressione. Non odio gli uomini dell'istituzione: non odio il vescovo, non odio i preti. Li amo. Sono miei fratelli. Sono vostri fratelli che vivono, inconsapevolmente, sulla propria carne, una grande tragedia: nello stesso tempo vittime e carnefici, oppressi e oppressori. Credevo e mi sforzavo di fare della case del prete la casa di tutti, della mia vita di prete una vita per gli altri. Mi avevano insegnato che il prete era chiamato a diventare un “uomo-mangiato”, divorato dagli altri, secondo la definizione di un santo-sacerdote, padre Chevrier. In pratica ho constatato il contrario: è il prete che divora gli altri. Forse sarò stato un ingenuo, un illuso. Non me ne pento. Continuerò a lottare per una società più giusta, più fraterna, convinto come sono che la vita abbia senso solo se donata”.
Un libro, testimonianza di un contrasto culturale ancora oggi non del tutto risolto, che non dovrebbe mancare nella biblioteca di ogni persona pensante e che, probabilmente, sarà all'attenzione degli intellettuali non solo italiani.
| inviato da lupoabruzzese il 14/11/2011 alle 19:22 | |
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20 ottobre 2011
Piani di Protezione civile. E' bello essere o fare i critici d'arte, il difficile è essere artisti!
Si parla di piani (di protezione civile). Il piano è uno strumento e come tutti gli strumenti ha bisogno di chi lo sappia suonare. Il piano di protezione civile è un living document. Quando lo si elabora vi dovrebbero partecipare coloro che poi lo attuano. Se lo fa un professionista, e poi questo documento cartaceo dorme in un cassetto, a cosa può servire? E' solo un atto burocratico. Ma la protezione civile non ha bisogno della sola burocrazia, ha bisogno di documenti vivi, ovvero di attori e registi che sappiano agire in uno scenario! E' bello essere o fare i critici d'arte, il difficile è essere artisti!
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15 ottobre 2011
Presidi: educatori o capi d'azienda?
Educatori o capi d’azienda?
Di Raffaele Garofalo, pubblicato su Il Centro del 14/10/11 sezione Lettere.
 Don Milani con i suoi studenti Maria Montessori con suoi allievi
.Dopo la “primavera araba” ci prepariamo ad un “autunno europeo, italiano?” I movimenti giovanili sono tornati ad animare le piazze e le strade per rivendicare i diritti negati. A ragione vogliono che il loro futuro torni ad essere visibile all’orizzonte. Questa volta sono stati capaci, sembra, di condizionare la Gelmini. Non li accusa più di essere “strumentalizzati dai centri sociali, dalla sinistra”, dichiara, addirittura, che non permetterà più a Tremonti di diminuire i finanziamenti alla scuola. “Dovete trovare ciò che amate... siate affamati, siate folli”, ha lasciato come testamento Steve Jobs. I giovani amano la cultura, hanno fame del diritto ad una vita soddisfacente, sono folli nel rivendicare ciò che spetta loro contestando il potere che li ignora, sollecitando il mondo dei grandi che riposano sulle sicurezze acquisite. C’è un altro avvenimento, ben più grave, che in questi giorni riguarda il mondo della scuola e denuncia il fallimento della formazione scolastica nel nostro Paese. La preselezione degli aspiranti alla funzione di dirigente scolastico avviene tramite quiz a risposta multipla e con indicazione di quella esatta da “mandare a memoria”. Una fatica immane, quanto inutile, in una preparazione didattico-amministrativa, alla quale nemmeno Pico della Mirandola si sottoporrebbe, per non perdere la reputazione. E’ come mandare a memoria 100 pagine dell’elenco telefonico.
Cosa hanno a che fare la cultura e la preparazione ad essere esperti “educatori” nella scuola pubblica, con uno sforzo di pura memoria? Si torna alla scuola del nozionismo esasperato che fa rimpiangere il “Lascia o raddoppia?” del buon Mike. Allora la Rai indicava dei testi sui quali prepararsi per rispondere alle domande, in un certo qual modo si faceva cultura. Oggi il ministro distribuisce più di 5000 quiz di cui un quinto, tra l’altro, con errori. Non è uno studio ma uno sforzo sovrumano senza alcuna prova di aver imparato qualcosa. I presidi saranno così chiamati, a loro volta, ad insegnare ai futuri alunni ad imparare a memoria, se vorranno far carriera. Il detto latino “scire est meminisse” non voleva dire imparare da pappagalli ma ragionare e tenere a mente i concetti. I più avanzati con l’età ricorderanno un dottore che era un fenomeno della memoria. Vinse una fortuna a “Lascia o Raddoppia?”. Aveva studiato su libri probabilmente indicati. Nessuno lo nomina nel campo della medicina, perché la sua mente non ha apportato nulla di “creativo” alla scienza medica. Aver imparato la risposta giusta sulla Grande Guerra che è durata dal 15 al 18, non fa cultura se la notizia è staccata dal contesto. Gli alunni dovranno analizzare le cause del conflitto, se tutti fossero d’accordo sull’eventuale intervento e quali le ragioni degli uni e degli altri. Gli insegnanti avveduti hanno sempre operato in tal modo, ma furono i movimenti studenteschi a pretendere che si studiasse la Storia, e altro, non per date e nozioni astratte ma per concetti, avvenimenti e cause.
La Gelmini mira ora a preparare dei presidi “replicanti” che riceveranno direttamente dal ministero risposte esatte, preconfezionate per ogni quesito? Certamente, come è avvenuto, saranno anche sbagliate nella ragione di un quinto. Se è proprio indispensabile che la scuola si adegui in tutto e per tutto ad una “azienda”, si mandino i futuri presidi a fare tirocinio in quelle strutture in cui la “produzione” aumenta sempre più col minimo costo e massimo profitto. “La cultura non dà da mangiare”, ha affermato un ministro della nostra Repubblica il quale, di conseguenza, trova giusto tagliare i fondi alla scuola. Un professore “sessantottino”, per l’abilitazione all’insegnamento, ha dichiarato di avere studiato su testi di John Dewey, Thomas Gordon, don Milani, sull’“efficacia” dell’insegnamento; di Benedetto Vertecchi e Harry Shofield sulla “Valutazione e uso dei tests“; di Guido Petter sui “Problemi psicologici della preadolescenza e dell’adolescenza“; di H.G.Widdowson sulla “Comunicazione“; di Block su “L’apprendimento per la padronanza“; di Freinet, Montessori sulla “scuola attiva del fare“; della Comunità Europea sulla “modularità nella formazione”. oltre a numerosi altri in lingue straniere. Su quali testi la Gelmini ha preparato il suo esame sostenuto a Reggio Calabria? Il ministro sarà stata costretta a copiare le risposte ai quiz, o si era preparata su manuali più aggiornati di quelli dell’amico professore del Maggio Francese? Per tutto questo Steve Jobs raccomanda ai giovani di non replicare (copiare) la vita degli altri.
Raffaele Garofalo Pacentro
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2 ottobre 2011
I partner del sud est europeo del progetto SyCulTour nel meeting in Ungheria.
  
COMUNITA' MONTANA SIRENTINA –67029 SECINARO (AQ) Abruzzo - Italy
Tel.086479175 fax 0864707207 www.sirentina.it sirentina@sirentina.it
COMUNICATO STAMPA
Secondo incontro fra i partner del progetto europeo SYCulTour in Ungheria
I partners di SYCULTour (Sinergia fra Cultura e Tursimo approvato all'interno del programma SEE), dopo l'incontro in Slovenia a Lubiana della primavera scorsa per il lancio del progetto, dal 26 al 28 settembre si sono ritrovati in Ungheria a Székesfehérvàr (città storica dove venivano incoronati i re) a circa 80 chilometri a sud ovest di Budapest verso il lago di Balaton. L'incontro, incentrato su una study visit per avvicinare i partner a una buona pratica di valorizzazione territoriale, ha inoltre contribuito rafforzare il livello di cooperazione tra i paesi del sud est europeo che stanno lavorando per individuare un modello di sviluppo per le aree rurali, quale denominatore comune, utilizzando il patrimonio culturale di ciascun territorio valorizzando le peculiarità di ognuna.
La study visit si è svolta nell' area ruale nella Valley of Watermills – Kapolcs. Il sindaco ed il coordinatore del Festival (fulcro della buona pratica) hanno guidato ed ed illustrato le modalità di valorizzazione dell'area. Si tratta di un villaggio in cui si è proceduto al restauro di un vecchio mulino ad acqua con materiale prevalentemente in legno e pietra, si sono allestite vecchie case rurali con i locali dove si svolgevano gli antichi mestieri e con le realtive abitazioni arredate come nel passato. Nell'ultima decade di luglio in questa »Valle dell'Arte«, non lontana dal Lago di Balaton, si svolge un festival che richiama numerosissimi turisti sia ungheresi che stranieri con un ricco programma di spettacoli, concerti, manifestazioni artistiche e culturali per tutte le età (www.muveszetekvolgye.hu)
La Comunità Montana Sirentina nel'ambito del progetto SyCulTour, che si concluderà nel febbraio 2014, dovrà convolgere nel progetto i vari stakeholder locali, sia pubblici che privati, al fine di concretizzare per il proprio territorio le attività di valorizzazione del patrimonio culturale materiale ed immateriale.
I rappresentanti dei vari partners intervenuti, impegnati nei due giorni di lavoro costituiscono un gruppo di lavoro di cui il capofila è il Centro di Ricerca Scientifica dell'Accademia delle Scienze e dell'Arte, Anton Melik, Istituto Geografico della Slovenia. Gli altri parteners sono:
- per la Bulgaria La Regione Pazardzhik;
- per l'Italia la Provincia autonoma di Trento e la Comunità Montana Sirentina (Abruzzo);
- per la Slovenia, oltre al Centro di ricerca capofila, il Municipio di Jesenice e il Centro di Sviluppo Regionale sloveno;
- per la Grecia la Camera di Commercio dell'isola di Creta con sede a Heraklion, (assente l'Agenzia di Sviluppo della Magnesia a causa dell'attuale crisi greca);
- per la Serbia la Facoltà di Scienze dell'Università di Novi Sad e la Camera di Economia con sede a Vojvodina;
- per l'Ungheria l'Agenzia Regionale di Sviluppo Centro Transdanubiana, che ha anche organizzato l'evento facendo gli onori di casa ai partecipanti.
Management Comunication Progetto SYCULTOUR
Mountain Community Sirentina - Secinaro (AQ) Italy
Dr. G. Pizzocchia
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20 settembre 2011
Le scene violente istigano alla violenza. Indigniamoci!
Scientificamente è dimostrato che assistere a scene violente istiga a ripetere atteggiamenti aggressivi. L'esperimento di Bandura sui bambini (video linkato) è noto, un classico in psicologia sociale o per chi si interssa di educazione (altrimenti a che serve studiare e fare gli esami nelle univeristà?), eppure in TV si vedono soprattutto scene feroci, di violenza, di sangue, veri film pornografici diseducativi. Ma alla gente piace. Poi ci lamentiamo se al TG la cronaca è piena di morti ammazzati. Ma in che cazzo di mondo viviamo? Indigniamoci! http://www.youtube.com/watch?v=obae_7JwGRk&feature=share
| inviato da lupoabruzzese il 20/9/2011 alle 0:48 | |
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20 settembre 2011
Come l'Elite dominante manipola il popolo.
Come l'Elite dominante manipola il popolo.
le 10 strategie della manipolazione attraverso i massmedia Giovedì 1 settembre 2011 - Noam Chomsky (Massachusetts Institute of Technology)
Per esempio:
Creare problemi e poi offrire le soluzioni. Questo metodo è anche chiamato “problema-reazione-soluzione”. Si crea un problema, una “situazione” prevista per causare una certa reazione da parte del pubblico, con lo scopo che sia questo il mandante delle misure che si desiderano far accettare. Ad esempio: lasciare che si dilaghi o si intensifichi la violenza urbana, o organizzare attentati sanguinosi, con lo scopo che il pubblico sia chi richiede le leggi sulla sicurezza e le politiche a discapito della libertà. O anche: creare una crisi economica per far accettare come un male necessario la retrocessione dei diritti sociali e lo smantellamento dei servizi pubblici.
Ecco il link
http://www.liberamenteservo.it/modules.php?name=News&file=article&sid=4296
manipolazione del popolo
| inviato da lupoabruzzese il 20/9/2011 alle 0:43 | |
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4 settembre 2011
Italia solidale! Anzichè sopprimere le feste, perchè non riproporre la festività nazionale del 4 ottobre per San Francesco?
Se l'Italia in questa fase di crisi industriale cerca di "riconvertirsi" in quei settori che promuovono quelle peculiarità, risorse uniche al mondo, che abbiamo come espressione della nostra cultura, anzichè pensare a sopprimere le feste sarebbe una scelta intelligente e strategica, al contrario, quella di promuovere le feste nazionali, in modo da attirare maggiormente l'attenzione dei turisti stranieri.
Mi viene in mente la figura di San Francesco e i suoi valori di rispetto di tutte le creature, della fratellanza universale, del mettere i valori spirituali più in alto rispetto ai quelli materiali.
San Francesco è una figura che commuove e piace anche chi non è un bigotto della religione. Non dimentichiamoci che fu apprezzato anche dai capi della religione islamica, e scusate se è poco. Ripristinare la festività del 4 ottobre del Santo patrono d'Italia, a mio avviso, sarebbe un modo per favorire la coesione sociale, una condivisione di valori fra laicità e cristianesimo, in una paese come il nostro che, sotto questo aspetto, è spesso schizofrenico!
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25 agosto 2011
laicità e sapienza nelle Opere di misericordia
Quanta laicità e quanta sapienza in queste “Opere di misercordia”.
 1) Dar da mangiare agli affamati
2) Dar da bere agli assetati
3) Vestire gli ignudi
4) Alloggiare i pellegrini
5) Visitare gli infermi
6) Visitare i carcerati
7) Seppellire i morti
8) Consigliare i dubbiosi
9) Insegnare agli ignoranti
10) Ammonire i peccatori
11) Consolare gli afflitti
12) Perdonare le offese
13) Sopportare pazientemente le persone moleste
14) Pregare Dio per i vivi e per i morti (per chi non è ateo), oppure rispettare i vivi e i morti (per chi è ateo).
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26 luglio 2011
Bocconi di saggezza di Abruzzowolf
Bocconi, riflessioni ed aforismi di Abruzzowolf
Gli aforismi di Abruzzowolf: "Se non prendiamo coscienza della nostra ignoranza, non faremo mai il primo passo verso la sapienza!"

Riflessioni di Abruzzowolf. "E' giusto difendere la nostra cultura montanara abruzzese, ma a volte per evolverci, dovremmo difenderci anche da essa, o almeno da alcuni aspetti negativi con cui essa ci caratterizza. Il globo non è fatto solo di montagne!"
 giovanni pizzocchia
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26 luglio 2011
Bocconi di saggezza di Abruzzowolf
Bocconi, riflessioni ed aforismi di Abruzzowolf
Gli aforismi di Abruzzowolf: "Se non prendiamo coscienza della nostra ignoranza, non faremo mai il primo passo verso la sapienza!"

Riflessioni di Abruzzowolf. "E' giusto difendere la nostra cultura montanara abruzzese, ma a volte per evolverci, dovremmo difenderci anche da essa, o almeno da alcuni aspetti negativi con cui essa ci caratterizza. Il globo non è fatto solo di montagne!"
 giovanni pizzocchia
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16 luglio 2011
Sulmona. Rievocazione della “Consegna Decreto di Nomina Pontificia a Pietro da Morrone” a cura del Borgo Pacentrano.
COMUNICATO STAMPA
Sulmona. Rievocazione della “Consegna Decreto di Nomina Pontificia a Pietro da Morrone” a cura del Borgo Pacentrano. Celestino V sarà interpretato dall’attore Antonio Rampino (il "responsabile", nel film “The American” con G. Clooney).
Si svolgerà a Sulmona, domenica prossima 17 luglio alle ore 21,30, nel cortile della SS. Annunziata in corso Ovidio, l’ottava edizione della Rievocazione storica della “Consegna Decreto di Nomina Pontificia a Pietro da Morrone”.
La rappresentazione in costume d’epoca, prima che fosse stato apposto il divieto di accesso per “caduta massi”, si svolgeva nel suo sito naturale: ai piedi dell’Eremo, incastonato nel Morrone. L’iniziativa, diventata un fiore all’occhiello del Borgo Pacentrano, fra i Borghi e Sestrieri della Giostra Cavalleresca e capitanato da Luigi Di Cesare, continua a riscuotere notevole successo.
Sceneggiatrice dell’opera è la docente aquilana Stefania Di Carlo, scrittrice, giornalista e autorevole studiosa di Celestino V.
Pietro da Morrone, come consueto, viene interpretato dal bravissimo Antonio Rampino, molisano, ancor più noto recentemente, quale interprete per il cinema nel ruolo del “responsabile” nel film di Anton Corbijn del 2010 “The American”, con protagonista George Clooney, girato a Sulmona.
Gli altri ruoli chiave vengono interpretati dagli attori professionisti: Tino Catena nel ruolo di “Santuzzo”, ovvero San Roberto da Salle, fedelissimo di Pietro; Lorenzo Calabrò che svolge “in campo” il ruolo di cronista partecipante, la voce narrante conduttrice delle scene; Pietro Becattini, attore sulmonese, interpreta il cardinale Stefaneschi, biografo e autore del poema sul papa-eremita.
Sulmona lì 15 luglio 2011
A cura: Ufficio Stampa Associato
“Insieme per il Centro Abruzzo – Borgo Pacentrano, Associazioni culturali”
Giovanni Pizzocchia
| inviato da lupoabruzzese il 16/7/2011 alle 5:9 | |
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25 giugno 2011
L'omossesualità nella nostra realtà cattolica. Di. R. Garofalo
L’OMOSESSUALITA’ NELLA NOSTRA REALTA’ CATTOLICA
di Raffaele Garofalo

Il 17 maggio è stata celebrata la Giornata Mondiale contro l’Omofobia, voluta dall’Unione Europea. La ricorrenza ha visto svolgersi, in diverse città italiane e straniere, veglie di preghiera dedicate alle vittime di questa forma di discriminazione.
Esiste una Chiesa che non ha paura della diversità.
Un prete amico ha raccontato una sua esperienza degli anni 70. Alcuni ragazzi omosessuali, oggetto di scherno e di emarginazione fin dalla loro prima adolescenza, confidavano a lui l’ “inconfessabile” problema. Quasi tutti, negli anni, furono costretti ad andar via per cercare altrove la possibilità di essere accettati, un diritto che ogni uomo giustamente reclama. Uno tra loro aveva convinto il prete a farsi portavoce presso i suoi genitori perché approvassero la condizione del figlio. La missione fallì. Il ragazzo fu tra quelli che partirono per il nord più “aperto”, immaginavano. Qualche anno dopo si seppe che si era lasciato morire.... La tragedia indusse il religioso a frequentare gli anziani genitori per capacitarli che era stato un incidente…Meritavano di morire pacificati, anch’essi vittime di un rifiuto sociale che difficilmente può definirsi “cristiano”.
Questo avveniva nella Valle Peligna, ultimamente salita alla ribalta per alcune discusse dichiarazioni del sindaco di Sulmona sulle cause biologiche…della omosessualità. Le acque sembrano ora tornate alla calma per un ripensamento, si spera sincero, dello stesso primo cittadino presente alla manifestazione contro l’omofobia tenuta nella sua città.
L’episodio va al di là del fatto di cronaca o delle singole persone coinvolte. Apparteniamo a una società che si autoproclama cristiano-cattolica, ma che, in ogni occasione, non manca di professare il proprio credo, ancor più convinto, nell’autocelebrato machismo latino. Da decenni certa televisione “diseduca” i ragazzi prospettando una sessualità da consumo, priva di regole, unita allo scherno avvertito come doveroso contro il diverso. Anche chi si professa credente non vede nell’altro il “fratello” da rispettare, secondo la raccomandazione biblica “ Dio ha insegnato a non chiamar profano o impuro alcun uomo”. ( At 10, 28).
La saggezza antica viene a ricordarci che gli “uomini” si distinguono per la capacità di fare appello alla ragione e ai sentimenti positivi. Il resto non ci distingue molto dal mondo animale. Inoltre, proprio perché teniamo tanto a rifarci alla cultura cristiana, è bene tener presente che Cristo non ha affrontato il tema della sessualità come ha trattato invece, insistentemente, quello della giustizia tra gli uomini. Non sembra aver dato al sesso una rilevanza specifica, lo ha associato alla sfera del rispetto e dell’amore verso l’altro. Cristo afferma che chi guarda una donna “per” desiderarla commette peccato contro di lei. Non intendeva certo reprimere un sano godimento e un complimentarsi con Dio per il fascino della bellezza tra le imperfezioni del mondo che ci circonda. Voleva affermare che la persona umana non può essere considerata “oggetto di consumo”.
Il vangelo nomina coloro che “ si sono fatti eunuchi per il regno dei cieli”, ma non parla degli omosessuali, non dovevano costituire un problema. Vero scandalo erano i Farisei, i censori del comportamento altrui.
In occasione del Gay Pride del 2000 a Roma, Giovanni Paolo II parlò di “esigenza di verità verso Dio creatore”. Un linguaggio abbastanza oscuro. Anche lui, forse, velatamente accennava ad una “aberrazione genetica”, non rispondente al progetto della divinità creatrice? Gli omosessuali sarebbero figli di un dio minore e non della stessa Provvidenza che avrebbe dato una sessualità normale a Rocco Buttiglione e a Roberto Formigoni, avversari dichiarati di quella manifestazione? Avvicinare una persona omosessuale, che dietro un giorno di esuberante festosità ne nasconde altri 364 di quotidiana mortificazione, sarebbe stato, per Wojtyla, meno evangelicamente compromettente della sua comparsa sul balcone con Pinochet, generale “cristiano” pluriomicida, non pentito.
Cristo disarmò tante mani già alzate contro l’adultera (non sappiamo nemmeno se fosse pentita) la perdonò sfidando la Legge, senza per questo benedire l’adulterio. Se condanna senza appello è mai uscita dalla bocca del Maestro, essa è rivolta contro i Farisei di tutti i tempi ai quali ha detto e dice: “ I peccatori e le prostitute vi precederanno nel regno dei cieli”.
Disse anche: ” Beati i perseguitati…!”.
Raffaele Garofalo
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18 giugno 2011
Come trasformare una caduta in un trampolino di lancio. Ovvero Sulmona non è una città omofoba ma dei confetti lilla per i gay!
Sulmona potrebbe risolvere le sue sorti del mercato del lavoro proprio con queste peculiarità, per richiamare gente e capitali da tutto il mondo! Manca la capacità di valorizzare queste risorse. Cosa aspettiAMO?
abruzzowolf
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16 giugno 2011
ProNETari di ogni paese, uniamoci, difendiamo il globo! ProNetari e democrazia. Manifesto dei ProNETari, i cittadini dell'era digitale.
ProNetari, cittadini dell'era digitale, unitevi!
Alla luce della capacità della rete di galvanizzare la partecipazione al voto per il referendum appena svolto, si evince quanto sia importante la capacità della rete per partecipare alla formazione delle leggi, all'autoderminazione dei popoli, alla democrazia. I partecipanti alla rete costituiscono pertanto i ProNetari, i cittadini dell'era digitale
ProNETari di ogni paese unitevi! Visto che i figli diminuiscono e sono sempre meno come unica risorsa, i proletari chi sarebbero? Non resta che la rete. Attenzione! Oltre all'acqua, bene comune, anche la rete dovrebbe restare tale. Difendiamola! E fu così che l'invito di Marx, rivisto e corretto alla luce dell'innovazione, finalmente divenne propositivo e realizzabile. Il popolo che esorta le regole, della convivenza sociale, dal basso.
Resta, inoltre,la speranza, la realistica utopia: trasfomare il web in un pentagramma musicale su cui scrivere le note per una polifonia di pace.
giovanni pizzocchia - Abruzzowolf. http://lupoabruzzese.ilcannocchiale.it
http://cafone.ilcannocchiale.it
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18 aprile 2011
Tursimo e Cultura per lo sviluppo delle aree rurali del sud est europe con fondi UE. La Comunità Montana Sirentina, abruzzese, partner con la Provincia di Trento.

La Comunità Montana Sirentina della Regione Abruzzo e la provincia di Trento partner italiani nel progetto pilota ''SY_CULTour'', finanziato dall'UE, per valorizzare e migliorare l'economia delle aree rurali del Sud Est europeo.
L'Unione Europea, nell'ambito del Programma di Cooperazione Transnazionale Sud Est Europa, al fine di generare reddito e nuove opportunità di lavoro nelle aree rurali, ha finanziato un Progetto sperimentale denominato ''SY_CULTour'' che punta alla sinergia fra Turismo e Cultura quali risorse strategiche per lo sviluppo socioeconomico del territorio. Il progetto SY_CULTour unisce partners provenienti da sei paesi del Sud Est Europeo come da tabella
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Partner principali |
Stato |
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Capofila –Centro di Ricerca Scientifica dell'Accademia Slovena di Arte e Scienze |
Slovenia |
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Provincia Autonoma di Trento |
Italia |
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Centro Regionale di Sviluppo |
Slovenia |
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Comunità Montana Sirentina Secinaro - Regione Abruzzo (AQ) |
Italia |
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Agenzia Sviluppo Regionale – Training Center di Magnesia |
Grecia |
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Comune di Jesenice |
Slovenia |
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Camera del Commercio e dell’Industria di Heraklion |
Grecia |
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Amministrazione Regionale Pazardzhik |
Bulgaria |
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Agenzia Centrale Transdanubiana Regionale per l’Innovazione |
Ungheria |
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Università degli Studi di Novi Sad |
Serbia |
Partners Associati
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Ministero dell’Agricoltura |
Slovenia |
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Unione degli Agricoltori |
Grecia |
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Organizzazione Ellenica delle piccole e medie imprese e artigiani |
Grecia |
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Istituto di Agricoltura Economica |
Bulgaria |
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Associazione di Consulenti Turistici |
Ungheria |
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Istituto Nazionale di Economia Agraria |
Italia |
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Camera dell’economia di Vojvodina |
Serbia |
Alla fine di marzo scorso i rappresentati dei partners del progetto si sono ritrovati a Lubiana per formalizzare ufficialmente l'avvio del progetto, finanziato dalla UE, denominato:
SY_CULTour- Synergy of culture and tourism: utilisation of cultural potentials in less favoured rural regions (Sinergia tra cultura e turismo: utlizzo dei potenziali culturali nelle zone rurali svantaggiate)
Lo scopo del progetto è quello di migliorare la gestione dei valori culturali nelle aree rurali per contribuire allo sviluppo economico e sociale di queste zone. Le modalità per raggiungere tale obiettivo procederanno attraverso lo sviluppo, l’applicazione e la promozione di una metodologia comune per la gestione dei valori culturali nelle aree rurali che coinvolga i principali stakeholders. L'applicazione di questa metodologia contribuirà a creare nuove destinazioni turistiche culturali rurali non di massa e conseguentemente genererà reddito e nuove opportunità di lavoro incentrate sul turismo. Questa metodologia sarà sperimentata in diverse zone pilota, tra cui il territorio della Comunità Montana Sirentina con i suoi 14 comuni, e saranno create reti intersettoriali che includeranno gli enti pubblici locali e regionali e gli operatori del settore turistico.
Le esperienze acquisite nelle aree pilota daranno luogo a una proposta comune di inclusione di questa metodologia nello sviluppo di un marchio europeo delle destinazioni turistiche culturali sostenibili supportato dal Network del Turismo Culturale Europeo, intenzionato ad utilizzare il marchio per l’applicazione pratica del processo di gestione delle destinazioni turistiche. Ciò verrà facilitato dalla creazione di una “Camera Virtuale” per la promozione della comune metodologia e il relativo trasferimento alle altre aree rurali all’interno dell'area del Sud Est Europeo. La Camera sarà un organo di consulenza per coloro che operano nel turismo e funzionerà attraverso una piattaforma internet dove le aree rurali potranno scambiarsi esperienze e buone pratiche nella gestione dei valori culturali.
Per migliorare le politiche riguardanti la gestione dei valori culturali, la comune metodologia sarà disseminata tra amministratori e politici (policy makers) nella forma di raccomandazioni per la creazione di politiche e linee guida prodotte e a livello locale, regionale e nazionale finalizzate ad assicurare stabilità economica connessa alla preservazione di valori culturali, con particolare riferimento al reddito relativo al settore turistico.
A Cura di Giovanni Pizzocchia
| inviato da lupoabruzzese il 18/4/2011 alle 16:30 | |
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18 marzo 2011
Il grande popolo italiano ha saputo dire no al nucleare.
 
Gli italiani hanno dimostrato di essere un grande popolo che ha detto no al nucleare, di fronte a tutto il mondo. Dopo le prime baldanzose esternazioni dell'andare avanti con il nucleare dei nostri governanti, considerato anche lo tsunami della rete popolare pronta ad annientarli, finalmente, rinsaviti, parlano almeno di fermarsi a riflettere. La norma prevede che siano le Regioni a dare l'ok. Vorrei sapere quale è quella regione italiana kamikaze, pronta a consentire l’installazione di una centrale nucleare. Lo volete capire che noi italiani siamo i più miti al mondo, siamo il Mediterraneo, è questa la nostra risorsa e la nostra cultura! Piuttosto è tempo che il diritto internazionale metta gli stati che optano per il nucleare di fronte alle proprie responsabilità. Non è giusto che ci sia competizione fra gli stati nell'andare verso il nucleare, non è giusto che la Cina stia acquisendo l'uranio del sottosuolo africano con un piatto di lenticchie. Non è giusto che la Turchia possa andare verso il nucleare senza rendere conto agli altri stati confinanti. Il problema è globale, quindi, va risolto con il diritto internazionale!
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13 febbraio 2011
Il lavoro e la sua funzione sociale. Fra drammi di lavoro e disoccupazione.
Il lavoro e la sua funzione sociale. Riflessioni sulla tragedia di Pineto della settimana scorsa.

L'allucinante tragedia familiare di Pineto (Te) della settimana scorsa, che ha visto il duplice omicidio reciproco fra padre e figlio,rappresenta uno spaccato sociale, sebbene estremo, dei drammi del nostro tempo. Un cinquantenne perde lavoro e affetti e riporta la propria frustrazione e depressione nella casa del padre, nella famiglia d'origine. E' un episodio che ci dovrebbe far riflettere sulle problematiche di oggi, a cui la politica è gravemente in affanno nel saper dare una risposta. Anche il sindaco del paese ha dichiarato che questo signore precedentemente era andato a chiedergli aiuto. La precaretà, la disoccupazione minano la personalità nelle sue fondamenta, così come ha ben ha rappresentato Maslow con il grafico della piramide dei bisogni. Come dice lo psichiatra Andreoli nelle pareti domestiche i freni inibitori si abbassano, per cui è lì che si scaricano le tensioni che spesso possono sfociare in dramma. La precarietà sta diventando una patologia sistemica della nostra Italia, essa si riscontra anche nell'aumento dell'uso di psicofarmaci, droghe e alcol. Purtroppo se lo stato italiano ed i suoi governanti anziché pensare alle frivolezze non si riconcentrano a garantire la funzione sociale del lavoro, così come contemplato nell'articolo primo della costituzione italiana, non è escluso che quella aggressività distruttiva, come nel caso di Pineto, possa esondare dalle pareti domestiche ed invadere l'intera società con tutte le conseguenze immaginabili. Abbiamo bisogno anche del buon esempio di chi ci governa affinché possiamo e dobbiamo tutti rimboccarci le maniche e lavorare per il lavoro, prima che sia troppo tardi!
Giovanni Pizzocchia.
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